A metterle in fila, anche tralasciandone alcune, cominciano ad essere parecchie. Non ancora al livello di Ignazio Marino, ma già in corsia di sorpasso. Le gaffes, gli errori, le sparate di Virginia Raggi – ormai oltre il giro di boa dei cinque mesi di amministrazione – stanno diventando una consuetudine.

Due settimane fa, la sindaca ha regalato i suoi sorrisi sul red carpet davanti al Teatro dell’Opera per l’inaugurazione della stagione ma, al momento di entrare per assistere alle 5 ore e io minuti del Tristan und Isolde di Richard Wagner, è evaporata: «Impegni di lavoro». Ha promesso che tornerà. Ma non sarà la stessa cosa.

Anche con il Vaticano le cose non sono filate proprio lisce a causa degli «altri impegni personali». Quando, per esempio, il 1o settembre non si è presentata nell’Aula Paolo VI per partecipare al festival dell’Azione Cattolica, presente il Segretario Generale della Cei, monsignor Galantino. Oltre Tevere non l’hanno presa bene e da allora si sono contate più di una frecciata. Fino al discorso del Papa a chiusura del Giubileo: ha ringraziato tutti, tranne la Raggi. Solo un generico richiamo al Comune di Roma.

Problemi anche con il mondo dello sport: la sindaca non solo ha affondato la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, ma ha infarcito la decisione di gaffes. Come quando ha convocato al volo il presidente del Coni Giovanni Malagò, salvo fargli fare un’anticamera così lunga da costringerlo ad andarsene. Chi sperava di consolarsi con lo stadio della Roma è rimasto deluso. Per ora non si farà neanche quello.

A proposito di ritardi, all’inizio di luglio Chérie Blair, moglie dell’ex premier britannico, ha dovuto aspettare una Raggi in ritardo. Assente ai primi funerali delle vittime romane del terremoto del 23 agosto scorso, la sindaca ha inanellato una gaffes anche con la comunità ebraica: dopo aver ignorato per due giorni la scomparsa di uno degli ultimi testimoni della Shoa, Settimio Piattelli, dal Campidoglio sono partite le condoglianze ma con la foto sbagliata.

E che dire della immaginaria «congiura dei frigoriferi», ordita da chi vuole sabotarla buttando in strada ingombranti elettrodomestici? Il web è impazzito.

Come anche sul progetto della funivia periferica Casalotti-Battistini. Un tweet partito dal profilo di tal “anfamee” recita: “Stiamo qui colla Raggi sulla funivia a tira le palle de neve ai quei poracci su via de Casalotti. Ce tajamo da ride” (stiamo ridendo alla grande ndr.).

E ci si è messo anche Beppe Grillo a crearle problemi cadendo in una buca: la sindaca ha garantito che gli appalti stanno ripartendo. Speriamo, visto che finora l’unica cosa che ha inaugurato – facendosi anche fischiare – è stata la “Nuvola” di Fuksas. Antonio Macaluso per Il Messaggero

Verso i sei mesi, Virginia Raggi fra gaffes e pochi fatti
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